Varcando il portone dello splendido palazzo neoclassico nel cuore di Milano ci si appresta a vivere un’esperienza vibrante. L’arte culinaria di Andrea Aprea fa sì che ogni piatto sia un’emozione che parla al cuore e alla mente; un’emozione scaturita dalla bellezza estetica e sublimata dal gusto contemporaneo che sa di tradizione. Sono stata accolta nel ristorante e, prima della cena, sono stata accompagnata verso una grande porta nera che mi ha condotto in cucina. Ho potuto dare un’occhiata a dove tutto viene creato. I movimenti dello staff sono precisi, coordinati e delicati tanto da farli sembrare una danza. Silenziosi, coordinati e molto ordinati, ogni tanto nella cucina riecheggia un delicato ed educato “Si Chef”. Il suo racconto gastronomico che parla di identità, ricerca e passione è iniziato con dei piccoli assaggi, per poi proseguire con Uovo di Selva al Pugatorio; Seppia alla Luciana (richiesta fuori dal menù selezionato); Quaglia con Scalogno Nero, Carota, Caffé; Riso Carnaroli “Selezione Dama” Aglio Orsino, Ostrica, Pompia; Piccione Rape, Ginepro, Blu di Bufala; Baccalà in Estrazione di Peperone, Capperi; Bottoni Grana Padano Riserva, Salsiccia di Vitello, Caviale Oscietra (su iniziativa dello chef); per concludere in dolcezza la Nespola e Rosmarino Cioccolato Bianco, Liquirizia preceduta da un particolare sorbetto e seguita da piccola pasticceria. Il vino scelto per accompagnare i piatti è stata una bottiglia di Franciacorta La Casella di Enrico Gatti del 2016. Sulla tavola viene servito del pane fragrante, differente a seconda dei momenti della cena, da gustare prima con l’olio e poi da solo.
Catapultata in un luogo fuori dal tempo e dallo spazio nel quale dedicarsi ai piaceri della tavola lasciandosi cullare dalle sensazioni che prima la vista e poi lo sposalizio dei sapori sprigionano. Sono coinvolti tutti i sensi garzie anche al racconto discreto e coinvolgente che accompagna ogni portata. Una serata indimenticabile durante la quale vivere un’immersione nel gusto.
Crossing the door of the splendid neoclassical building in the heart of Milan you are preparing to live a vibrant experience. Andrea Aprea’s culinary art ensures that each dish is an emotion that speaks to the heart and mind; an emotion born from aesthetic beauty and sublimated by contemporary taste that smacks of tradition. I was welcomed at the restaurant and, to my amazement, I was not accompanied to the dining room, but towards a large black door that led me to the kitchen. I discovered to my surprise that a table had been prepared right there, where everything is created. The staff’s movements are precise, coordinated and delicate enough to make them seem like a dance. Silent, coordinated and very tidy, every now and then a delicate and polite “Si Chef” echoes in the kitchen. His gastronomic story which talks about identity, research and passion began with small tastings, and then continued with Egg of Selva al Pugatorio; Luciana cuttlefish (requested outside the selected menu); Quail with Black Shallot, Carrot, Coffee; Carnaroli Rice “Checkers Selection” Wild Garlic, Oyster, Pompia; Pigeon Turnip, Juniper, Buffalo Blue; Cod in Pepper Extraction, Capers; Grana Padano Riserva Buttons, Veal Sausage, Oscietra Caviar (on the chef’s initiative); to conclude sweetly the Nespola and Rosmarino Chocolate Bianco, Licorice preceded by a particular sorbet and followed by a small pastry shop. The wine chosen to accompany the dishes was a 2016 bottle of Franciacorta La Casella by Enrico Gatti. Fragrant bread is served on the table, different depending on the moments of the dinner, to be enjoyed first with oil and then alone. Catapulted into a place outside of time and space in which to dedicate yourself to the pleasures of the table, letting yourself be lulled by the sensations that first the sight and then the marriage of flavors release. All the senses are involved, thanks also to the discreet and engaging story that accompanies each course. An unforgettable evening during which to experience an immersion in taste.