Un regalo ai milanesi: la Pinacoteca Ambrosiana

10 Agosto, 2026 Published in Art & Design

Un luogo che anche i milanesi conoscono poco, un meraviglioso palazzo nel cuore di Milano che custodisce pezzi preziosi e unici. Fu fondato nel 1618 dal cardinale Federico Borromeo e proprio qui Leonardo Da Vinci, in una mappa del Codice Atlantico, aveva individuato il vero centro della città. Non a caso Federico Borromeo vi pose una fontana a forma di palma, simbolo di vittoria, gloria e immortalità alla base della quale vi è un serpente che si morde la coda, l’uroboro, simbolo del ciclo eterno e della rigenerazione. Per il mese di agosto i milanesi avranno l’opportunità di visitare questo gioiello gratuitamente. L’illuminazione rende ogni pezzo ancora più affascinante e il percorso ci fa scoprire opere preziose e anche curiose. A conquistare è anche la bellezza stessa di questo palazzo, riccamente decorato. Alla fine del percorso si accede alla biblioteca che conserva oltre un milione di libri stampati, scritti in moltissime lingue differenti. Tra questi proprio il Codice Atlantico di Leonardo da Vinci.

A place even the Milanese know little about: a marvellous palace in the heart of Milan that houses precious and unique artefacts. It was founded in 1618 by Cardinal Federico Borromeo, and it was here that Leonardo da Vinci, on a map in the Codex Atlanticus, had identified the true centre of the city. It is no coincidence that Federico Borromeo placed a palm-shaped fountain here – a symbol of victory, glory and immortality – at the base of which lies a snake biting its own tail, the ouroboros, a symbol of the eternal cycle and regeneration. Throughout August, the people of Milan will have the opportunity to visit this gem free of charge. The lighting makes every piece even more captivating, and the tour allows us to discover both precious and intriguing works. The sheer beauty of this richly decorated palace is also captivating. At the end of the tour, visitors enter the library, which houses over a million printed books, written in a vast array of different languages. Among these is Leonardo da Vinci’s Codex Atlanticus itself.

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