Pausa caffè all’Hotel Indigo

14 Gennaio, 2022 Published in hotel

Le mie passeggiate per Milano continuano e questa volta ho esplorato i dintorni di Corso Monforte. Prima mi sono goduta un cappuccino fumante all’interno del giardino d’inverno dell’Hotel Indigo, un nuovissimo e raffinato  boutique hotel che sorge in un prestigioso palazzo di inizio Ottocento e che parla di alta moda, design contemporaneo e musica.

A pochi passi dall’hotel c’è il gatto più vecchio di Milano che attira lo sguardo dei curiosi più attenti. Si tratta di un’opera d’arte in ferro battuto dell’artigiano Alessandro Mazzucotelli che tra tra l’Ottocento e il Novecento ha decorato in stile liberty molte case di Milano; si dice che un tempo a fargli compagnia ci fosse un topolino, oggi scomparso.

Continuando a camminare incontro Casa Berri Meregalli, un edificio eccentrico e sorprendente realizzato tra il 1911 e il 1913 dall’architetto Giulio Ulisse Arata. La facciata è arricchita da logge, archi, mattoni a vista, pietre, ferri battuti, gargoyle e vi sono richiami allo stile dell’architetto spagnolo Antoni Gaudì. Entrando si notano mosaici e decorazioni dei soffitti realizzati da Angiolo D’Andrea e di Adamo Rimoldi e una scultura in marmo di Adolfo Wildt che rappresenta la Vittoria. Uscendo si rimane incantati a guardare gli ormai famosi fenicotteri rosa che furono Portati lì dal Cile e dall’Africa dal Cavalier Romeo Invernizzi negli anni ’70, quando si trasferì dalla campagna a Milano per far contenta la moglie. Nel suo testamento ha obbligato la Fondazione Invenizzi, amministratrice dei beni e delle società di famiglia, a tutelare i suoi amati animali.

During my walks around Milan I explored the surroundings of Corso Monforte. First I enjoyed a steaming cappuccino in he winter garden of the Hotel Indigo, a new and refined boutique hotel in a prestigious building of the early nineteenth century, this hotel speaks of high fashion, contemporary design and music. Near the hotel there is the oldest cat in Milan it attracts the gaze of the most attentive curious. It is a wrought iron work of art by the craftsman Alessandro Mazzucotelli, he, between the nineteenth and twentieth centuries, decorated many houses in Milan with the Art Nouveau style; once here was a mouse too, now disappeared. Continuing to walk I meet Casa Berri Meregalli, an eccentric and surprising building built between 1911 and 1913 by the architect Giulio Ulisse Arata. The façade is enriched with loggias, arches, exposed bricks, stones, wrought irons, gargoyles and there are references to the style of the Spanish architect Antoni Gaudì. If we enter we can see mosaics and ceiling decorations made by Angiolo D’Andrea and Adamo Rimoldi and a marble sculpture by Adolfo Wildt representing the Victory. Going out I am enchanted to watch the famous pink flamingos, they were brought there from Chile and Africa by the Cavalier Romeo Invernizzi in the 70s, when he moved from the countryside to Milan because his wife wanted to live in the city. In his will he obliged the Invenizzi Foundation, administrator of family assets and companies, to protect these animals that he loved.

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