La Pasticceria Cova di Via Montenapoleone

4 Agosto, 2021 Published in Food & Beverage

La Pasticceria Cova di Montenapolene rappresenta per i Milanesi e non solo, una vera e propria istituzione, un luogo raffinato ed elegante nel quale passare momenti piacevoli degustando eccellenti prodotti. Fu aperta nel 1817 da Antonio Cova, un soldato di Napoleone, con il nome di “Caffè del Giardino” a fianco al celebre Teatro alla Scala. Poco dopo cambiò il nome in «Offelleria Cova», per brevità chiamata Cova o «il Cova», alla moda lombarda e divenne ritrovo mondano del dopo teatro, punto d’incontro dei patrioti del Risorgimento e il locale preferito di artisti come Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mazzini, Arturo Toscanini,  Pietro Mascagni, Eleonora Duse, Arrigo Boito, Luchino Visconti, Maria Callas, Marlene Dietrich e Ernest Hemingway che lo cita in “Addio alle Armi”. Semi distrutto nel bombardamento della seconda Guerra Mondiale, nel 1950 fu trasferita nell’attuale sede a Palazzo Marliani.

Negli anni del proibizionismo, quando era vietato servire alcol nelle giornate elettorali, i baristi allungavano gli aperitivi nelle tazze del cappuccino. A quest’ultimo è legata una leggenda un pò particolare e maliziosa, si dice che nell’Ottocento la contessa Julia Samoilov, spregiudicata ed eccentrica ex amante dello zar Nicola I, acquistasse latte fresco ogni mattina per concedersi un bagno in stile Cleopatra e poi lo rivendesse al vicino caffè Cova «per farne gli ottimi cappuccini schiumosi più buono d’Italia».

Per il bicentenario è stato pubblicato un libro, edito da Assouline, per celebrarne la storia e per raccontarne alcune delle emozioni che qui si sono vissute; le autrici sono Paola e Daniela Faccioli e i fotografi, il grande Giovanni Gastel e Harald Gottschalk.

The “Pasticceria Cova di Montenapolene” represents for the Milanese and not only, a real institution, a refined and elegant place in which to spend pleasant moments tasting excellent products. It was opened in 1817 by Antonio Cova, a soldier of Napoleon, with the name of “Caffè del Giardino” near the famous “Teatro alla Scala”. Soon it changed its name to “Offelleria Cova”, for brevity called Cova or “il Cova”, a Lombard language tradition and became a worldly meeting place also for the Renaissance patriots and the favorite place of artists such as Giuseppe Verdi, Giacomo Puccini, Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Mazzini, Arturo Toscanini, Pietro Mascagni, Eleonora Duse, Arrigo Boito, Luchino Visconti, Maria Callas, Marlene Dietrich and Ernest Hemingway who quotes it in “A Farewell to Arms”. Destroyed during the Second World War, in 1950 it was transferred to its current headquarters in Palazzo Marliani. In the years of prohibition, when was forbidden to serve alcohol during the election days, bartenders stretched aperitifs in the cappuccino cups. To the Cova “cappuccino” is linked a legend a bit particular and mischievous: in the nineteenth century the Countess Julia Samoilov, unscrupulous and eccentric ex lover of the Tsar Nicholas I, bought fresh milk every morning to enjoy a Cleopatra-style bath and then sold this milk to the nearby Cova café “to make the best foamy cappuccinos in Italy”. For the bicentennial, a book was published by Assouline to celebrate its history and to tell some of the emotions experienced here; the authors are Paola and Daniela Faccioli and the photographers, the great Giovanni Gastel and Harald Gottschalk

www.pasticceriacova.com – www.facebook.com/CovaMontenapoleone/ – www.facebook.com/dolcissimame.it/

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