La luce del giorno si affievolisce ammantando Milano di una luce dorata, questa luce avvolge lo straordinario complesso di Santa Maria delle Grazie che dischiude le sue porte per accogliere un evento straordinario, una cena privata. Tavolo Unico e il suo creatore Massimiliano Babila hanno compiuto una vera e propria magia. Varcando il cancello del Chiostro delle Rane si dà inizio a una serata incantata, fatta di bellezza, arte, sapori ed emozioni. Passeggiare sotto il portico ti connette con la serenità del luogo e prepara all’ascolto. La meravigliosa Sacrestia si appresta a cullarci con note melodiose grazie ai brani magistralmente eseguiti da violini, pianoforte e flauto. Il cielo stellato della volta, i paesaggi biblici, le imprese sforzesche e i soggetti religiosi ammagliano lo sguardo mentre la musica risuona tra queste pareti preziose commissionate da Ludovico il Moro. La fantasia si sofferma su un armadio, ormai chiuso, che nasconde l’entrata di un passaggio segreto sotterraneo attraverso il quale Ludovico poteva raggiungere indisturbato i suoi appartamenti presso il Castello Sforzesco. Il brano le Maree Di Manaunaun di H. Cowell, con la sua forza espressiva d’esecuzione e suggestiva, ci porta nelle profondità degli oceani.
Con l’animo ristorato e sereno ci soffermiamo nella Basilica, un vero e proprio capolavoro artistico sulla quale spicca la monumentale cupola del Bramante. Da qui ci apprestiamo ad una visione privata ed esclusiva dell'”Ultima Cena” di Leonardo Da Vinci. Un’opera tanto importante e famosa quanto fragile, la tecnica pittorica usata la rende vulnerabile al tempo e a ogni piccolo cambiamento di temperatura, luce e umidità. L’attesa che le porte a tempo si aprano per svelare il prezioso contenuto, aumenta la consapevolezza del privilegio che abbiamo nel poterla ammirare. Impagabile essere da soli, nel silenzio e nella quiete, davanti alla maestria e al genio di Leonardo che in quest’opera ha voluto ritrarre soprattutto le emozioni umane. Sulla parete difronte troviamo un’opera eccellente, ma forse la più sottovalutata e possiamo dirlo ignorata, la Crocifissione del pittore lombardo Giovanni Donato Montorfano. I minuti sono contati e dobbiamo uscire dalla sala. Veniamo accompagnati attraverso un piccolo chiostro nascosto e bellissimo verso il Chiostro del Convento allestito per la cena. Tavoli finemente apparecchiati attendono gli ospiti mentre a ogni minuto le luci della sera cambiano tonalità e intensità regalando colori e suggestioni differenti a questo luogo segreto sul quale svetta imponente la Cupola del Brunelleschi e nel quale si avverte un silenzio irreale e sorprendente.
Il nostro ospite ha preparato un menù molto speciale ispirato agli scritti di Leonardo. Un calice di benvenuto ha accompagnato un primo assaggio di burro montato e olio non filtrato. Pensate che Leonardo studiò i metodi per estrarre l’olio cercando di meccanizzare il lavoro nei frantoi e una volta giunto a Milano fu conquistato dal burro. Il Pinot Grigio pavese è stato scelto in abbinamento della prima portata: pannacotta di cavolfiore, caviale, caramello allo yuzu e germogli di rucola (“Ecco alcuni dei semplici piatti che avrei preparato se il mio Sire Lodovico….sei broccoletti lessi con uova di storione e crema” Note di cucina di Leonardo); gambero rosso di Mazzara affumicato a freddo con umami del suo quinto quarto (omaggio ai gamberi presenti sulle tavole dell’ultima cena); cipolla in cinque preparazioni (“il mio gusto di preparare la cipolla è di farla cuocere sotto la cenere e la brace…” Note di cucina di Leonardo).
Una bottiglia di Amos di Kurtatsch si è sposata perfettamente con il filetto di storione in oliocottura con pelle croccante su lattughino liquido, crema all’aglio, furikake (“La lattuga, grazie all’umidità che trattiene, dà appetito...Note di cucina di Leonardo). Il rosso intenso di Soma di Kurtatsch sublima gli spaghettoni alla milanese monograno Felicetti, preparati secondo la ricetta del “riso patrio” si Carlo Emilio Gadda. (“Spago mangiabile: un macchinario che trasforma la pasta stretta e larga in lunghe striscioline…” Note di cucina di Leonardo). A seguire la zuppa di pomodoro affumicata con erbe amare. (“Cuoci su fuoco a carbone…in modo che le erbe aromatiche acquistino un sapore affumicato” Note di cucina di Leonardo).
Per finire in dolcezza un trittico di crema toscana, cioccolato fondente, crumble di prugne e pinoli. (“Qualità del buon pasticcere…” Note di cucina di Leonardo).
Ormai si è fatta sera, è quasi mezzanotte e, come una nota favola ci ricorda, alcuni sogni a mezzanotte finiscono, così anche noi ci incamminiamo attraverso la porta del convento verso la realtà, le emozioni di questa serata rimangono impresse nella mente e nel cuore mentre nel buio illuminato dai lampioni di una stellata notte milanese torniamo a casa, arricchiti e appagati.
Musicisti: Federico Nogarotto, Beatrice di Stefano, Giovanni Riva, Emanuele Piovesan, Enkeleida Dheshai, Irene Veneziano. Partners: Villeroy&Boch, Steinway&Sons, Punto Sull’Arte, Acqua Panna, San Pellegrino, Calvisius; La via dello Zafferano, Caffè del Caravaggio.