Uno dei musei più belli di Milano, ma forse il meno conosciuto, anche dagli stessi milanesi, è anche il più antico della città. La Pinacoteca Ambrosiana fu istituita nell’aprile del 1618, anno nel quale il Cardinale Federico Borromeo donò la sua collezione di dipinti, statue e disegni alla Biblioteca Ambrosiana che lui stesso aveva fondato nel 1607. All’interno di uno splendido palazzo sono custoditi preziosi tesori e passeggiando tra le sue sale si possono ammirare capolavori di tutti i tempi, tra questi il Musico di Leonardo, la Canestra di frutta di Caravaggio, l’Adorazione dei Magi di Tiziano, la Madonna del Padiglione di Botticelli e gli splendidi Vasi di fiori di Jan Brueghel.
Dal 25 marzo è possibile ammirare l’installazione dell’artista Sidival Fila “Memoriae Cartoni Raphaelis” che, grazie al suo intervento artistico, ci ha restituito l’antica tela napoleonica del Cartone di Raffaello. L’antico tessuto in lino ha sostenuto il Cartone fin dal periodo francese fino a che è stato da esso separato. Nell’anno in cui si celebra l’anniversario dell’acquisizione del Cartone da parte di Federico Borromeo queste due parti sono state riunite in un’unica sala, riprendendo il loro dialogo difronte ai visitatori. La stoffa porta visibili i segni del viaggio e del tempo divenendo memoria viva.
In una sala attigua vi è un’altra interessatissima mostra, “Il fascino degli autografi” a cura di mons. Francesco Braschi. In esposizione, tra gli altri, la lettera con cui Galileo Galilei regala a Federico Borromeo una copia del suo “Saggiatore”; una missiva scambiata tra Lucrezia Borgia e l’amico umanista Pietro Bembo; l’autografo di un canto dell’Orlando furioso di Ludovico Ariosto; un decreto di grazia di Napoleone, che salvò la vita di un soldato condannato a morte insubordinazione; un biglietto di raccomandazione scritto da Giuseppe Verdi. Personaggi entrati nella storia che vengono resi un pò più umani e vicini tramite i loro scritti. Pensieri talvolta intimi e personali, talvolta ufficiali vergati con una penna d’oca, un calamo o un pennino e giunti fino a noi incuranti del trascorrere del tempo.
One of Milan’s most beautiful museums, yet perhaps the least known, even by Milanese residents, is also the city’s oldest. The Pinacoteca Ambrosiana was established in April 1618, the year Cardinal Federico Borromeo donated his collection of paintings, statues, and drawings to the Biblioteca Ambrosiana, which he had founded in 1607. Precious treasures are housed within a splendid palace, and strolling through its halls you can admire masterpieces from all eras, including Leonardo’s Musician, Caravaggio’s Basket of Fruit, Titian’s Adoration of the Magi, Botticelli’s Madonna of the Pavilion, and Jan Brueghel’s splendid Vases of Flowers.
From March 25th, you can admire the installation by artist Sidival Fila, “Memoriae Cartoni Raphaelis,” which, thanks to his artistic intervention, has restored the ancient Napoleonic canvas of Raphael’s Cartoon. The ancient linen fabric supported the Cartoon from the French period until it was separated from it. In the year marking the anniversary of the Cartoon’s acquisition by Federico Borromeo, these two parts have been reunited in a single room, resuming their dialogue before visitors. The fabric bears visible signs of travel and time, becoming a living memory.
An adjacent room hosts another fascinating exhibition, “The Charm of Autographs,” curated by Monsignor Francesco Braschi. On display, among other works, are the letter in which Galileo Galilei gave Federico Borromeo a copy of his “Saggiatore”; a letter exchanged between Lucrezia Borgia and her humanist friend Pietro Bembo; the autograph of a canto from Ludovico Ariosto’s Orlando Furioso; a pardon decree from Napoleon, which saved the life of a soldier condemned to death for insubordination; and a note of recommendation written by Giuseppe Verdi. The names of historical figures are made a little more human and accessible through their writings. Thoughts, sometimes intimate and personal, sometimes official, penned with a quill pen, a quill, or a nib, have reached us unfazed by the passage of time.